That’s how the light gets in
Silvia Mantellini Faieta
“Esiste una crepa in ogni cosa, è così che la luce entra”, recita il verso di una canzone degli anni Novanta. Le mura della casa, confini e protezioni apparenti, sono state aperte dal tempo. Il mondo esterno riesce a entrare, la luce attraversa le crepe. Lo squarcio nel cielo accompagna lo sguardo verso l’alto. Oltre le pareti, infinite possibilità. La fotografia analogica è stata scattata in un complesso abitativo apparentemente abbandonato, che oggi offre rifugio a una famiglia.
Silvia Mantellini Faieta lavora tra film, libro, disegno e performance. Utilizza un linguaggio scarno e diretto, generando una tensione tra l’estetica delle immagini e le idee che esse sottendono. Il suo lavoro è stato presentato in contesti come la IX Biennale del Mosaico a Ravenna, Rocca Albornoz a Narni, Rozenstraat Gallery ad Amsterdam, Millennium Film Workshop a New York e Fundação Clóvis Salgado / Palácio das Artes a Belo Horizonte.