A Plant in My Head
Esth Fantuzzi
Still su pellicola 16 mm digitalizzata, realizzato in doppia esposizione.
L’invasione di una pianta nell’ex Cotonificio di Torre mostra come l’ecosistema si riappropria dello spazio, sconfinando. Le immagini non raccontano biografie, ma estraggono memorie impersonali, raccogliendo storie minori, lotte e resti interrotti del potere. La nozione benjaminiana di immemorare, o “ricordare il futuro”, trasforma le narrazioni in strumenti per costruire futuri collettivi, dissidenti e decolonizzati. Attraversare queste soglie significa perdersi, aprire margini inattesi e scoprire nuovi luoghi di possibilità.
Esth Fantuzzi è artista che vive e lavora a Bruxelles. Lavora tra performance, cinema, voce e testo, indagando come le macchine e la loro attivazione mediano e riconfigurano presenze “spettrali” nello spazio e nei corpi. Utilizza proiezione, suono e performance per esplorare identità, percezione e finzione, e la sua ricerca si sviluppa spesso in laboratori e workshop site-specific. Ha conseguito un MA presso la LUCA School of Arts di Bruxelles e ha partecipato a residenze come Morpho ad Anversa e NICC a Bruxelles.